domenica 5 novembre 2006

CORSI INTENSIVI e normali. Terapie con alimenti e Alimentazione naturale.

In ogni città, su richiesta di club, enti, palestre, associazioni culturali e gruppi di amici (almeno 30 persone), il dr. Nico Valerio tiene Conferenze, Corsi e Seminari Intensivi su "Teoria e Pratica dell'Alimentazione Naturale", "Terapie con gli Alimenti", "Teoria e Pratica del Vegetarismo", "Il Cibo della Bellezza", "L'Alimentazione e la Cucina degli Antichi Romani", "Dall'Alimentazione Naturale alla Terapia", "Teoria e Pratica delle Diete Naturali", "La Dieta Anti-cancro", "La Prevenzione a tavola con gli Antiossidanti", "Vivere in modo Naturale", "Teoria e Pratica dell'Alimentazione Crudista", "Storia dell'Alimentazione", "La Tavola degli Antichi", "Teoria e Pratica delle Dieta Mediterranea", "Ginseng: il vero e il falso", "Le Medicine Naturali: Storia, Teoria e Pratica", e altri temi a richiesta.

Conferenze. Durano 2 ore, e si possono tenere in qualsiasi località, a richiesta.

Corsi normali. Consistono in 6 lezioni di 2 ore ciascuna (una lezione a settimana), cioè in 12 ore complessive. Dispense per ogni lezione (pari in totale ad un libro di 400 pagine). I Corsi normali si tengono per ora solo a Roma. Iscrizione: euro 130.
Seminari intensivi. Si tengono 2 giorni di seguito (sabato e domenica), consistono in 12 ore complessive (6 il primo giorno, 6 il secondo) e prevedono le opportune dispense (pari ad un libro di 400 pagine). I Seminari intensivi si tengono in qualsiasi città a richiesta. Iscrizione: euro 190.

Per Conferenze, Corsi e Seminari intensivi il numero minimo consigliato di partecipanti è di 25-30 iscritti. Il Comune, l'Associazione, l'Ente o il singolo richiedente possono prendere contatti direttamente col Relatore: nico_valerio@tiscali.it

A Roma si tengono in ogni stagione, su richiesta di gruppi di almeno 25 persone, i Corsi Intensivi di Alimentazione Naturale e Terapie con gli alimenti. In pratica, due corsi in uno. In soli 14 ore (7 incontri di 2 ore ciascuno).

Dedicato alla donna evoluta, al medico di base, ai professionisti della salute, al terapeuta yoga consapevole, agli appassionati di fitness e salutismo, agli studenti, ecco finalmente un corso intensivo di 14 ore, tenuto dall’autore del Manuale di Terapie con gli Alimenti (Mondadori), pp.760 - l’unico esistente in Europa, con 3200 studi riferiti - che presenta in modo critico (pro e contro, e perché) lo "stato dell’arte" dell’alimentazione preventiva e della cura con gli alimenti, passando in rassegna solo quello che è stato provato dalla scienza, sulla base di studi concreti citati e illustrati.
E’ il primo corso serio e intensivo condotto in un linguaggio chiaro e semplice, ma preciso e documentato come quello universitario.
.
Con un’esposizione piacevole e non stressante, in 14 ore complessive (compresi le Dispense), il Corso offre in una sintesi razionale e dettagliata tutti i risultati concreti e provati della ricerca sulle terapie con gli alimenti e l’alimentazione ottimale, compresi l’analisi critica (pro, contro, perché, prove) dei gruppi alimentari, dei regimi e delle diete, oltre a problemi, controindicazioni, cenni di storia, norme igieniche e trattamento pratico degli alimenti.
Se lo stile è piacevole, la panoramica è seria e aggiornata fino all’oggi, perché per ogni problema vengono riferiti i pro e i contro della ricerca, i limiti e gli errori, gli studi e le pubblicazioni, e nei casi controversi addirittura i probabili modi d’azione. Il che permette a operatori della salute e largo pubblico di liberarsi di tanti luoghi comuni, vecchi e nuovi, e di utilizzare per la prima volta gli alimenti come coadiutori dei farmaci, e in certi casi come veri farmaci, ma senza effetti collaterali, per i propri pazienti, per i familiari, per se stessi. Sia nella normale nutrizione, sia nella prevenzione, sia nel trattamento di decine di sindromi, disturbi e sintomi.
Una cena-saggio di gruppo (pratica) e un test alimentare (teorico) su casi concreti concluderanno il seminario.


Iscrizione e frequenza per il Corso normale di Roma (12 ore (6 lezioni in 3 settimane): euro 130. 

Iscrizione e frequenza per il Corso intensivo in qualsiasi città (12 ore (6 al sabato e 6 alla domenica): euro 190.
Prenotazioni e informazioni: tel. 339.4375909, nico_valerio@tiscali.it

L' ALIMENTAZONE NATURALE. Mangiar sano tra tradizione e scienza

Se nel 1978, quando cominciai a scrivere per gli Oscar Mondadori il primo manuale in Italia sul mangiar sano, che poi usci nel giugno dell'80 (v. accanto, la copertina delle I edizione), avessi potuto prevedere che il titolo - L'Alimentazione naturale - che avevo scelto al posto del più corretto titolo provvisorio L'Alimentazione naturista - avrebbe avuto un così largo successo, l'avrei sicuramente registrato non solo alla SIAE ma anche come marchio. Ora, invece, è diventato "naturale" straparlare di alimentazione pseudo "naturale", senza sapere neanche che cosa vuol dire, e l'aggettivo è piaciuto talmente che quasi tutto sugli scaffali dei supermercati e dei negozi di quartiere è diventato "naturale". Ma nel senso più banale e retorico della parola. Come se potesse esistere per l'uomo un alimento "non" naturale, cioè non provenienete "dalla Natura". Perfino la Coca Cola e la margarina, in questo senso, sono naturali. Peccato che non sia "naturale", cioè tipico, caratteristico, elettivo, per l'Uomo un regime alimentare basato, che so, su farine raffinate, patatine fritte, hamburger, Coca Cola, cibi in scatola, bistecca o salumi ogni giorno, gelati, caramelle, eccesso di calorie e di grassi, ma anche il cibo tutto cotto e stracotto, o conservato.
Insomma, già da questa premessa si capisce che il termine "naturale" ha diversi significati. E il mio primo e più fortunato manuale Mondadori, che ebbe numerose ristampe e riedizioni, ha finito col suo titolo per denotare un genere, cioè il regime alimentare di lungo periodo basato sul mangiar sano.
Sano in che senso? Sano doppiamente: primo, perché fondato su cibi singolarmente sani (e questa, stranamente, è la coindizione più relativa, visti i tanti veleni naturali di ogni cibo vegetale); in secondo luogo perché armonico e bilanciato correttamente nei suoi componenti, in modo da delineare un regime "specialmente adatto all'uomo".
Il cibo naturale, insomma, non è la somma di alimenti singolarmente "puri" o perfetti in sé (che forse non esistono o sono poco rappresentativi per una dieta completa), ma è il complesso dell'intera alimentazione più adatto nel lungo periodo allo sviluppo e alla prevenzione della spcie Uomo. Il tutto, ahimé - col metodo empirico detto "per prove ed errori".
E quanti morti, quante diete debilitanti, quante decadenze di civiltà altrimenti inspiegabili, sono state provocate dal cibo. Tuttora, gli statistici epidemiologi (da Peto e Doll ad oggi) calcolano che le sole morti per cancro provocate dagli alimenti assommino al 30-50 per cento del totale. Un'enormità. Ha detto bene, perciò, l'oncologo Giuseppe Della Porta, da noi intervistato: "Il cibo, soprattutto i vegetali, ha modulato, ha selezionato la specie umana, più degli animali feroci". Ne siamo ultra-convinti anche noi.
Ecco, perciò, l'importanza di capire il vero significato del concetto di "naturale" e "sano".
Insomma, è "naturale" per la specie Uomo non l'utopico alimento "non inquinato" nato nel Paradiso terrestre, che conserverebbe tutti i suoi 1000 o 10 mila veleni naturali, ma più realisticamente mangiare in un certo modo, anziché in un altro, selezionando alcuni cibi anziché altri, una certa dieta al posto di un'altra, saper scegliere tra crudo e cotto, indovinare le quantità, utilizzare un metodo di cottura al posto di un altro. E così via. In fondo un cane, o un canarino, e il signor Rossi, è indubbio, si nutrono (dovrebbero nutrirsi) in modo diverso. Ed è altrettanto "naturale", visto che l'alimentazione è anche un fattore antropologico-culturale, che il signor Rossi sia naturalmente attratto da alcuni cibi, anziché da altri.
Ma oggi sappiamo che ogni alimento ha circa 10 mila sostanze chimiche naturali. La stragrande maggioranza delle quali non nutre o è antinutritiva. E' come se mangiassimo per tutta la vita alimenti dotati di piccole quantità di aspirina, sciroppo per la tosse, analgesico, antibiotico, digestivo, lassativo, antireumatico ecc. Altro che "cibo": tavola siamo di fronte a vere e proprie "bombe" farmacologiche. Come orizzontarsi?
Nell'ambito dell'alimentazione naturale, perché elettiva e antropologica della specie Uomo (scelta per prove ed errori nei millenni), c'è dunque anche la questione della naturalità, salubrità o congruità dei singoli alimenti, delle singole bevande. Oggi, specialmente, quando ormai la Scienza moderna si affianca e sostituisce egregiamente la Tradizione naturista nel valutare ogni alimento come vero e proprio farmaco da utilizzare nella prevenzione e addirittura nella terapia.
Dall'antropologia umana, alla tradizione millennaria della medicina naturista (che prende le mosse da Ippocrate), alle scoperte della Scienza sperimentale di oggi, dalla biochimica della Nutrizione, fino alla prevenzione e terapia(oncologia, cardiologia ecc) e alle prospezioni epidemiologiche. Ecco il vasto ma affascinante ambito della Alimentazione Naturale.

mercoledì 1 novembre 2006

ALIMENTAZIONE NATURALE? Ecco che cosa è in realtà il cibo dell’Uomo

Le piante non sono certo state “create per fare da cibo all’Uomo”. Oltretutto sintetizzano migliaia di veleni e sostanze anti-nutrizionali per difendersi dai raggi solari, dai parassiti e predatori, Uomo compreso.
Non si può parlare, perciò, di cibo biologicamente perfetto, ideale, "naturale", per gli Umani. Ogni pianta o animale scelti di volta in volta come cibo si sono dimostrati imperfetti. Veleni, morti, denutrizioni, gravi malattie sono stati legati ai cosiddetti "cibi" dell'Uomo. Ancor oggi si stima che circa la metà delle morti per tumori è originata dagli alimenti. Del resto, l'Uomo non solo non ha trovato, ma neanche cercato sulla Terra un qualche cibo tipico a cui era "destinato" o al quale era portato per istinto, ma si è accontentato casualmente di quello che trovava sul proprio terreno, provando e riprovando qualsiasi cosa, pur di appagare la fame.
Quindi, in senso biologico, il suo cibo "naturale" non esiste.
Ma esiste il suo cibo antropologico, storico, elettivo (cioè scelto). E' il cibo reale, quello effettivamente consumato. Infatti, per sopravvivere, ha dovuto scegliere ogni giorno per millenni che cosa mangiare, per prove ed errori, districandosi tra vegetali indigesti, tossici, anti-nutritivi e cancerogeni, come sappiamo oggi. 
Altro che "piante amiche". Ancor più degli animali "feroci", le piante hanno selezionato la specie umana in modo severo, come ha detto l’oncologo Della Porta. Ancor oggi gli epidemiologi, da Peto e Doll in giù, attribuiscono al cibo almeno il 30-50 per cento di tutte le morti per cancro.
E’ un fatto, comunque, che nella Storia hanno sempre prevalso le civiltà in cui si mangiava meglio, perché l’Uomo aveva avuto l’intelligenza o la fortuna di insediarsi nei territori più fertili, praticando una dieta nutrizionalmente più completa e tossicologicamente meno rischiosa.
L’alimentazione naturale, perciò, non vuol dire che “deriva dalla Natura”, come ho specificato già nella prima edizione del libro L’Alimentazione Naturale (1980), che per la prima volta riportava nel titolo questa espressione simbolica che poi avrebbe avuto fortuna. Infatti tutto deriva dalla Natura. Significa invece che è la più “naturale per l’Uomo”, cioè la più adatta (o la meno inadatta) alla nostra specie, nel senso che si è dimostrata nel tempo, cioè nei millenni della Storia, per prove ed errori, quindi empiricamente, la meno dannosa o la più protettiva, e perciò la più sana.
Che sia più adatta all'Uomo, dunque, non lo deve decidere una filosofia o una religione, bensì la Storia naturale dell'Uomo, cioè la sua evoluzione, la sua antropologia.
Quindi, vista in termini reali e scientifici, l'alimentazione naturale è il regime alimentare di lungo periodo che l’Uomo, pur con differenze tra popolo e popolo, ha selezionato per sé come il migliore. Anche se molte di quelle scelte sono state obbligate (clima, scarsità, carestie, ignoranza ecc.).
Insomma, ha un significato relativo, antropologico e storico. Ma ora, grazie alle moderne scienze biologiche che stanno avvalorando con migliaia di "prove" (studi) quelle antiche scelte dell'Uomo, ha anche un significato nutrizionale, tossicologico e preventivo. Così, l’antico e il moderno si ritrovano. La Tradizione e la Scienza sperimentale si sorreggono.
Il cibo, insomma, è la più grande opera dell’Uomo. Il cavolo selvatico, Brassica sylvestris, è un’insignificante piantina legnosa dalle foglioline immangiabili. La mela selvatica è piccola, dura, aspra, indigesta e ricca di sostanze tossiche: non sembra neanche mangiabile. I broccoli, le zucchine, il grano, i legumi, i frutti, e anche i cibi animali, così come noi li abbiamo sempre mangiati, non esistono in Natura. Già migliaia di anni fa li abbiamo selezionati, migliorati, incrociati, modificati geneticamente, in modo che fossero ingrossati, ingentiliti di sapore e tenerezza, deamarizzati e dolcificati, insomma resi finalmente mangiabili, a partire da vegetali spontanei che oggi in alcuni casi sono addirittura spariti, introvabili.
I vegetali originari erano molto diversi da quelli attuali. Il cibo come lo conosciamo noi, già al tempo di Greci, Etruschi e Romani, era una creazione umana. Furono i grandi agronomi etruschi, per esempio, a creare con la selezione genetica il cavolo-broccolo. In Italia, altro esempio, l'ultimo prodotto dell'ingegneria genetica è il piccolo "pomodoro di Pachino", creato pochi anni fa, che tutti già ora considerano "tipico", addirittura "tradizionale". Solo le fragole di bosco e forse le more di rovo sono rimaste le stesse. Come gli animali selvatici e gran parte dei pesci.
Per i cibi animali, infatti, si pongono problemi analoghi: la carne del gigantesco e aggressivo bue antico, Bos primigenius, ammesso che si fosse riusciti a catturarlo, era fibrosa e immangiabile. Perfino in epoca storica nell’antica Roma la carne del piccolo bovino allevato per il lavoro, il domestico Bos taurus (quello "da carne" praticamente non esisteva), era così tigliosa che neanche i servi la volevano, e bisognava prima bollirla e poi arrostirla. Solo i pesci non di allevamento si sono mantenuti più o meno uguali, a parte le specie artificialmente introdotte dall'Uomo.
L’intera alimentazione, insomma, è la più alta invenzione antropologica, frutto dell’intelligenza agronomica e degli allevamenti degli Antichi. E’ paradossale che l'alimentazione naturale sia costituita in realtà da tutti alimenti "artificiali". Da quando esiste l'agricoltura.
L’Uomo, quindi, sapientemente ha tratto dalla Natura, con l’intuito, lo spirito d’osservazione e l’agricoltura degli Antichi, e ora con l’avallo della moderna Scienza sperimentale, un regime alimentare che ha permesso la propria vita e le grandi Civiltà. Grazie al cibo che la Natura non ci dava, oppure offriva in minime quantità e per brevissimi periodi dell’anno, ma che l’Uomo ha trovato, modificato, moltiplicato e reso disponibile per tutti e per tutto l’anno, abbiamo fatto figli, creato le famiglie, le tribù, la società, le città, gli Stati, il Colosseo, il diritto romano, le piramidi, le cattedrali gotiche, la Scienza, la Musica, la Cultura, la Storia. Cose che gli altri animali non hanno fatto: quindi a nulla serve ricordarci di essere “animali”.
Altro che erbe e bacche spontanee che durano lo spazio di qualche giorno. Se fossimo rimasti a quelle, come appunto fanno i nostri fratelli animali, saremmo ancora poche migliaia su tutta la Terra, rozzi, poco intelligenti e ignoranti, e penseremmo tutto il giorno, tutta la nostra vita, soltanto a cercare il cibo (come infatti accadeva fino a quasi 12 mila anni fa). E non avremmo società, scrittura, cultura.
“Naturale”, dunque, è il cibo che si è dimostrato nei millenni più naturale per l’Uomo, più adatto alla sua vita, al suo sviluppo e alla sua intelligenza. In questo senso è il più sano. Perciò è cibo "elettivo", che l’Uomo ha scelto (dal latino eligere = scegliere). "Sano e naturale" non per un principio ideologico o religioso, ma grazie alla osservazione. Perché, come sappiamo oggi, nel lungo periodo il bilancio tra sostanze protettive e sostanze dannose presenti negli alimenti, ha visto prevalere le prime. Altrimenti saremmo tutti scomparsi.
E com’è, come deve essere in pratica questo cibo "naturale" per l'Uomo? Questo, appunto, è il tema del presente sito-blog. La Scienza biologica e la medicina hanno dimostrato negli ultimi 30 anni che gli Antichi, tutto sommato avevano ragione: il cibo più sano, perché più ricco, è quello più completo, più integro, più semplice, il meno trasformato, il meno raffinato, il più vicino alle forme originarie, il più igienico, ed anche il più vario. Ebbene, questo cibo così selezionato, pur con i veleni e gli antinutrienti che contiene (molti dei quali – ecco la rivincita dell’intelligenza dell’Uomo – dotati di proprietà preventive e terapeutiche, come ha scoperto la medicina), è il più naturale per l’Uomo. Perciò si dice, e si diceva perfino 2500 anni fa, che il cibo migliore è quello che cura (oggi si dice "riduce i rischi"). Proprio come avevano intuito Ippocrate, fondatore della medicina scientifica, Catone, Plinio il Vecchio e altri scrittori scientifici dell’Antichità, e come hanno propagandato medici e terapeuti naturisti in Europa a partire dall’Ottocento.

Etichette: , , ,