giovedì 24 maggio 2007

VEGAN. Planck: “La dieta solo vegetale insufficiente per bambini e adulti”.

Il Tg1 delle ore 20 dell’altro ieri ha messo tra i titoli di testa la campagna che sta conducendo una giovane donna di origine inglese, ex convinta vegan, Nina Planck (nota negli Stati Uniti come divulgatrice, scrittrice di alimentazione sana e per un po’ di tempo direttrice di una catena di negozi specializzata), contro il veganismo, ovvero il vegetarismo solo vegetale senza neanche latticini e uova, dopo che negli Stati Uniti una coppia vegan di Atlanta è stata denunciata per la morte del loro neonato nutrito per folle “principio ideologico” con latte di soia e succo di mela.
      Per chi vuole documentarsi, l'articolo della Planck è su un quotidiano americano, nel suo ultimo libro, e anche nel suo sito personale. Ma mettiamo subito in guardia: la cosiddetta "dieta Planck" (che gioca anche sulla omonimia con l'Istituto che ha il nome di Max Planck, celebre fisico, che si è occupato anche di alimentazione, il quale ha più volte preso le distanze da una dieta così sbagliata) farà pure dimagrire in modo rapido e in poche settimane, ma a prezzo della salute. Del resto, anche un malato terminale può essere "magro", anzi in genere lo è. Infatti è sbilanciatissima, carente di carboidrati, ricchissima di cibi proteici animali (molta carne ecc.), quindi è anti-fisiologica e innaturale, affatica gravemente reni e altri organi, impedisce ogni prevenzione alimentare delle malattie, provoca radicali liberi a profusione, invecchia l'organismo, insomma è ad alto rischio.
      Insomma, la cosiddetta dieta Planck, nata per dimagrire, non è da seguire: è una reazione sbagliata, estremistica ed autolesionistica, ad un altro estremismo, quello di pochi vegan strettissimi e fanatici, probabilmente anoressici e con disturbi del comportamento. Allora, è molto meglio un bel "digiuno di frutta", cioè qualche giorno di sola frutta mista abbondante. Almeno entrano solo acqua, sali minerali, polifenoli antiossidanti e vitamine. E niente radicali liberi, grassi saturi, benzopirene e amine eterocicliche ultra-cancerogene della carne cotta.
      Ma, allora, perché ha avuto ed ha il suo uditorio? Per gli errori di alcune giovani madri fanatiche e impreparate. Sappiamo quanto sia irresponsabile l'abitudine – ideologica, cioè basata su un’aberrante “coerenza” integralista – di non dare ai lattanti il latte materno, perché "animale", ma solo latte di soia e succhi di frutta. Per quanto possa sembrare incredibile, ci sono stati studi scientifici e perfino sentenze giudiziarie negli Stati Uniti contro giovani madri che per motivi di fanatismo non allattavano i propri bambini.
      Sono casi rari. Molto frequenti, invece, i casi in cui le madri si convincono per inadeguatezza e non conoscenza di certe tecniche, di “non avere latte” (così dicono), o non sanno come farselo venire, e perciò senza consultare nessuno iniziano a dare al lattante il latte di soia, addirittura quello comune dei supermercati, perché costa poco, al posto di quello integrato per i lattanti, ingiustamente molto più costoso.
      La cosa più grave, però, è che spesso, anche se la madre vegan ha il latte, il latte della madre vegan può essere carente di sostanze nutritive, e quindi non bastare al bambino lattante. Specialmente se la madre è vegan da anni. Il problema riguarda anche madri lacto-ovo-vegetariane, naturiste, macrobiotiche e perfino onnivore, in caso di denutrizione, anoressia, depressioni gravi e comunque dieta carente. Infatti, le riserve nel fegato della vit. B12 si esauriscono dopo pochi mesi o molti anni, a seconda della salute e dei farmaci assunti. Sul cruciale argomento della vitamina B12 si veda la monografia dedicata, con molti dati scientifici.
      Perciò non è solo questione di nutrizione del lattante, cioè il vecchio dilemma "allattamento al seno o artificiale", ma proprio della validità del regime alimentare vegan in sé, per tutti, adulti compresi (la madre, in questo caso). Questo è il dato nutrizionale da sottolineare.
      Fatto sta che l’ideatrice di una dieta sbagliata, come la Planck, si è permessa di criticare, e con qualche fondamento purtroppo, gli eccessi del veganismo. E che non sia stata sommersa dall’ilarità generale è un brutto segno della carenza di buonsenso e di spirito critico della classe media degli Stati Uniti.
      E, sia pure controvoglia, vediamole queste “denunce” della Planck. Innanzitutto l’inadeguatezza del latte di soia rispetto al latte materno, a cui i bambini hanno diritto. Si parla di rischi dovuti alla scarsa qualità biologica - cioè carenza di alcuni aminoacidi essenziali - delle proteine vegetali sostitutive della caseina del latte. Sono le proteine degli alimenti vegetali (soia, mandorle e riso, di solito) da cui viene estratto un simil-latte alternativo.
      Ma denuncia anche la carenza nella nutrizione del bambino piccolo, lattante o da poco svezzato, di acidi grassi essenziali, tra i quali il DHA o acido docosaesanoico (uno degli omega-3 più efficaci), coinvolto anche nello sviluppo del cervello e dell’occhio, oltre ai ben noti problemi generali dovuti all’assenza totale dell’essenziale vitamina B12 - gravissima specialmente per i lattanti, che non hanno le riserve degli adulti (però adulti non vegan...) nel fegato - e alla carenza di vitamine A e D, e di minerali come calcio e zinco. Tutto questo si traduce nei lattanti e comunque nei bambini molto piccoli in forme di denutrizione più o meno gravi, forte ritardo nella crescita, scarso sviluppo del sistema nervoso, alto rischio di rachitismo e altre malattie da carenza.
      Al Tg1, nella breve intervista televisiva che seguiva la notizia, il dottor Migliaccio, confermava quello che la scienza ha da anni accertato: che cioè se ben praticata una dieta vegetariana completa (in gergo biologico-medico: "lacto-ovo-vegetariana", v. il nostro sito dedicato) offre sicure garanzie di sviluppo, prevenzione e salute anche per i bambini.
      E meno male, sia detto per inciso, dato che in Rai-Tv pontificano spesso nutrizionisti e dietologi così disinformati e prevenuti, oppure influenzati da chissà quali produttori, da affermare addirittura che "la carne è essenziale". Un errore grossolano, proprio dal punto di vista scientifico nutrizionale, visto che le carni non hanno nulla in più (semmai in meno) rispetto a latticini e uova. Per dirne una, il valore biologico, cioè l’assimilazione delle proteine: se l’uovo vale 100, la migliore carne vale 80-85 circa. In più ha le temibili amine eterocicliche, dovute alla abituale cottura ad alto fuoco, ed eccessiva aldeide malonica, entrambe sostanze cancerogene.
      Quindi, riassumendo: l’allattamento al seno, il latte materno, è il meglio che la Natura ha disposto per il lattante. Fino anche ad un anno e oltre. Noi naturisti, medici e divulgatori, abbiamo per decenni propagandato in assoluta controtendenza, anche quando medici e pediatri condizionati da produttori e ricerche pilotate diffondevano l’uso del biberon e del latte artificiale tra le madri, approfittando della loro dipendenza psicologica di "ospedalizzate". E, a proposito, basta col considerare la nascita, un evento naturale, fisiologico, un "fatto sanitario", quasi una malattia!
      Inoltre, un’alimentazione vegetariana corretta, cioè completa di tutti i principi nutritivi, non è controindicata neanche nei bambini. Anzi, li preserva da disturbi, dismetabolismi (p. es. sovrappeso e tendenza al diabete, ultime novità delle patologie infantili) e numerose malattie, riducendone molto il rischio.
Una dieta vegan, invece, spiegava Migliaccio, si è dimostrata molto spesso carente dal punto di vista nutrizionale e quindi molto rischiosa, in particolar modo per i più piccoli. Proprio perché, aggiungiamo noi, richiede grande attenzione e grande cultura specifica da parte di mamme e cuochi. Non può essere intrapresa alla leggera e di fretta, senza pensarci troppo.
      E gli adulti? Non è una contraddizione che un adulto possa vivacchiare alla meno peggio senza apparenti sintomi col veganismo, specie se interpretato con buonsenso, magari consumando ogni giorno legumi abbinati ai cereali integrali e molti semi oleosi. Se in passato, quando non era vegan, ha accumulato nel fegato una buona quantità di vit. B12, vive apparentemente bene per qualche anno. Dopo di che possono cominciare i problemi. Invece nell’adolescente e ancor più nel bambino, e nel lattante perfino se nutrito al seno da una madre vegan priva di vit.B12, le conseguenze si fanno notare prestissimo.
      E infine, siamo proprio sicuri dell'etica assolutoria, cioè che "uccidere" una pianta sia meno grave che uccidere un animale? Sempre due vite sono, come scrivo nel mio blog.
      Come commentare in margine? A dare uno sguardo in internet si scopre che quasi tutti i siti o blog vegetariani sono in realtà vegan, e tutti animati da spirito missionario: devono "convertire" il prossimo. E per far questo sparano sciocchezze, come quella che la vit.B12 è presente in molti alimenti vegetali (mentre non c'è in nessuno).
      Infine, una nota sulla psicologia della comunicazione e il giornalismo all’italiana. Negli Stati Uniti una non accademica come la Planck, che è una divulgatrice attraverso libri e articoli di successo (e neanche la migliore), ha prestigio e libero accesso al più influente giornale americano, il New York Times. Perché? Perché negli Usa, finché la Planck non dirà qualche sciocchezza, prevale il concetto del merito, dell’intelligenza da premiare. In quella redazione ci sarà qualche giornalista esperto della materia che capisce che la Planck "vale", che dice cose fondate, anche se non è docente universitaria. Oltre a rappresentare milioni di lettori.
      In Italia, invece, che accade? Che l’ignoranza dei giornalisti dirigenti, non parliamo dei giornalisti Rai, ma anche dei migliori giornali (che so: Corriere della Sera, Repubblica, Stampa), è tale, specie sulle questioni scientifiche, che per evitare polemiche, "per non sbagliare" e per la loro naturale acquiescenza al Potere, si rivolgono ormai solo a camici bianchi o a qualche barone universitario, uno dei tanti tromboni poco o nulla aggiornati, messi ad insegnare come impiegati dello Stato da un concorso pilotato fatto una volta per tutte.
E già, perché l’Italia è uno dei Paesi di serie B in cui l’insegnamento non è collegato al merito, cioè alle pubblicazioni e ricerche fatte di anno in anno, ma alle amicizie personali, politiche e sindacali.
Sempre la solita storia.
      Vedete quanti insegnamenti abbiamo tratto da questa piccola e contraddittoria vicenda?
.
IMMAGINI. Le illustrazioni, dall'alto in basso: un grande piatto unico "vegan" composto di soli vegetali (da notare la coppetta di salsa di soia, poco raccomandabile perché troppo ricca di sodio e a rischio di nitrosamine),.e una confezione di latte di soia.

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22 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Be', potevi andarci anche più pesante: la dieta vegan fa male pure agli adulti e ai vecchi. Questi ultimi come fanno col calcio non assimilabile?

24 maggio 2007 alle ore 16:26  
Blogger Nico Valerio said...

Leggi bene: lo dico chiaramente.
Agli anziani non accenno, ma è chiaro che essendo carenti di calcio già per conto loro avrebbero solo svantaggi da una dieta vegan. Mentre avrebbero solo vantaggi da una dieta vegetariana completa, dotata anche di latticini (non troppi però, sono a rischio per altri aspetti), frutta acidula, verdure e semi oleosi.

25 maggio 2007 alle ore 12:24  
Anonymous Anonimo said...

La Planck arbitrariamente e senza i necessari supporti scientifici condanna con molta leggerezza la dieta vegana commettendo gravi errori in merito all'adeguatezza dei cibi vegetali.
Che la dieta vegana sia perfettamente compatibile a qualsiasi età dell’individuo, perché contiene tutti i principi nutrivi necessari, è stato dichiarato dall’American Dietetics Association, la più grande organizzazione di nutrizionisti americani e canadesi, la quale afferma che “Le diete vegetariane e vegane ben bilanciate sono corrette ed adeguate per ogni fase della vita compreso, gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia e adolescenza”. Quindi, si può dire che il più accreditato istituto di ricerca scientifica inerente la nutrizione umana afferma che far crescere un bambino in modo vegano non solo è giusto, utile e vantaggioso ma auspicabile.
E’ l’ennesimo vergognoso tentativo di screditare e strumentalizzare il movimento vegetariano e vegano. Se si pensa che ogni anno solo in Italia muoiono (senza clamore) circa 1400 bambini, figli di genitori onnivori, si comprende quanto la notizia sia infamante e pretestuosa: Si confronti il numero di due bambini vegani morti negli Stati Uniti con le decine migliaia di bambini sotto un anno di età, figli di genitori onnivori, morti negli ultimi 4 anni. Se si pensa poi a quanto possa dar fastidio alle multinazionali agroalimentari e zootecniche e ai loro accoliti la diffusione della cultura del vegetarismo si comprende quanto notizie simili siano disperate.
Invitiamo calorosamente le emittenti e le testate giornalistiche ad appurare la veridicità dei fatti prima di avventurarsi in affermazioni che possono favorire il dilagare di una cultura improntata solo a favorire gli interessi delle grandi lobby in questione e diramare con sollecitudine una rettifica a quanto con preoccupante leggerezza è stato affermato; questo non solo per diritto alla verità ma per il bene di tutti, non solo dei bambini.

Franco Libero Manco
presidente Associazione Vegetariana Animalista

26 maggio 2007 alle ore 12:23  
Blogger Nico Valerio said...

L'amico Franco Libero, in fondo, ha ragione. Ma in fondo ha ragione anche la Planck. E naturalmente ha ragione la ADA. Come è possibile?
Semplice: la dieta vegan è fisiologica, praticabile, adatta all'uomo. Riduce perfino alcuni rischi statistici di malattie.
Peccato che sia molto difficile da praticare, e voglia una attenzione al cibo, una costanza e una cultura scientifica di base che pochissimi hanno. Specialmente tra le disattente e trasandate giovani coppie di oggi che fanno dell'alimentazione un nevrotico "mordi e fuggi".
Ma allora, una dieta in teoria buona se non ottima, ma di difficile praticabilità per la popolazione non acculturata o distratta, è semplicemente una "dieta a rischio".
Infatti dobbiamo tener conto della gente come è, non come vorremmo che fosse.
Io ad una coppia giovane, che non ha tempo, che non sta mai a casa, che non si prepara i pasti da sé con un minimo di dedizione e coscienziosità, e che per di più aspetta un bambino, non consiglierei certo la dieta vegan, ma quella vegetariana.
Le due diete, nonostante il nome, sono diversissime tra loro, quasi agli antipodi. C'è più differenza tra vegetarismo e veganismo che tra vegetarismo e onnivorismo.

26 maggio 2007 alle ore 12:34  
Anonymous Anonimo said...

ciao nico
potresti fare un esempio di giornata tipo vegan sana che non crea
carenze (volevo saperlo solo per curiosità)....grazie
mcristina

26 maggio 2007 alle ore 15:19  
Blogger Nico Valerio said...

M.Cristina, lascia stare: la dieta vegan per essere sufficiente vuole una fatica e una monotonia uniche.
Al limite del fisiologico.
Per dirne una: non avrai mai proteine davvero complete, quindi totalmente assimilabili, a meno che non mangi ogni giorno della tua vita buone quantità di cereali e legumi insieme.
Devi pensare sempre al cibo.
E il volume del cibo aumenta. E aumentano i problemi e le carenze più varie.
E la vit. B12, fondamentale specialmente per una donna? La trovi solo fuori dieta, con le pillole.
Per i dietologi americani è normale integrare con le pillole, ma per me non è naturale: vuol dire il fallimento di una dieta.

27 maggio 2007 alle ore 23:34  
Anonymous Anonimo said...

mah... non ho ben capito se il post c'e' l'ha
1) con i giornalisti oppure
2) con i vegani (vegetariani?)
3) con il potere che manipola

una cosa e' certa con un po' di buon senso si puo' sicuramente essere vegetariani
sul veganesimo... boh...
leslemur

28 maggio 2007 alle ore 16:24  
Blogger Nico Valerio said...

A leslemur, sì l'episodio permette una critica a raggera. La sprovvedutezza delle madri vegan che non immaginano che il loro stesso latte potrebbe essere molto carente per il figlio lattante.
Il missionarismo spregiudicato di certi club che fanno capire ai propri iscritti che vegetarismo e veganismo pari sono (mentre sul piano nutrizionale sono lontanissimi) e rassicurano i propri iscritti dicendo che "tutto va bene", che le carenze sono invenzioni dei medici cattivi o dell'industria.
Certi accademici all'italiana che per ignoranza o interesse negano ogni dieta diversa da quella codificata, mettendo anche loro nello stesso calderone vegetarismo e veganismo.
Giornalisti ignoranti in cose scientifiche che non sanno "trattare" le notizie di agenzia, le interpretano male e si rivolgono sempre agli stessi "esperti".
Giornali (direttori e capiservizio) che per amore di quieto vivere e ignoranza non lasciano esprimere molti esperti, solo perché non sono docenti universitari.
Tutti questi difetti (tranne quello imputabile a certe madri vegan)non a caso si presentano in Italia, non negli Stati Uniti.

28 maggio 2007 alle ore 18:38  
Anonymous Anonimo said...

giusto per correttezza, la vitamina B12 viene assunta dai vegani tramite integrazioni (pastiglie, oppure alimenti "fortificati", il che è pressappoco lo stesso). Gli "onnivori" assumono la B12 tramite i prodotti animali in quanto a tali animali sono stati dati integratori di B12. Quindi se c'è qualcosa di "innaturale" o di "carente" è il nostro sistema di agricoltura e allevamento, non la dieta vegan. Ricordo poi che l'OMS (che non è una setta vegan...) raccomanda supplementazioni di B12 a tutti gli over-50...
Non so da dove Nico Valerio tragga l'idea che la dieta vegan sia di una monotonia unica, perchè nell'esperienza di migliaia di vegan italiani non è così (basterebbe fare un salto su uno dei tantissimi siti di ricette veg, come vegan3000.info), per non parlare di milioni di indiani che sono veg da millenni!
Comunque, di motivi per non fare i conti con la propria coscienza se ne possono trovare tanti...

29 maggio 2007 alle ore 16:32  
Anonymous Anonimo said...

ma dove le hai viste le mamme vegane che non danno il proprio latte ai figli perchè è un cibo animale? in qualche manicomio?
scorgo una certa malafede... sbaglio?
(basta guardare un qualsiasi sito veg o interpellare una madre veg per sapere che il primo cibo consigliato dai vegani ai figli di vegani è il latte materno!)

31 maggio 2007 alle ore 15:18  
Anonymous Anonimo said...

Si infatti...non capisco dove la signora si sia informata.
Esistono alimenti fortificati con la b12 O_O il latte di soia che bevo io ha la b12 + molte altre vitamine;
i cereali ce l'hanno O_O e la stessa cosa dicono i siti veg..si prega di fornire il link dove il sito citato veg dice che la b12 si trova nei vegetali ^^
La dieta vegan non è per niente monotana anzi il contrario! quando si smette di mangiare le solite cose si passa alla ricerca di altri piatti, altre ricette anche di altri paesi che alla maggiorparte delle persone sono sconosciute!
Basta scrivere ricette vegan in google per trovarne tantissime e tutte buonissime!
Esistono anche libri di ricette veg*
Prego tutti di informarsi meglio prima di pubblicare certi articoli!

20 settembre 2007 alle ore 20:05  
Anonymous Anonimo said...

Ignoranza profonda: leggetevi la posizione dell'american dietetic association e dei dietitians of canada sulle diete vegetariane e vegan (ebbene sì, anche VEGAN!) nell'infanzia, adolescenza, età adulta e geriatrica, in allattamento, in gravidanza, in tutte le situazioni che volete; la dieta vegan è adeguata da un punto di vista nutrizionale e comporta numerosi vantaggi per la salute. Punto. Poi se volete discutere sul calcio presente nei latticini, andatevi a fare un giro sul sito dell'istituto dei tumori di milano, dove il dott. Berrino evidenzia che il calcio dovrebbe essere assunto da fonti vegetali e non animali, dato che le proteine animali acidificano il corpo ed il calcio, ottimo tampone, viene utilizzato dal corpo stesso per riequilibrare la situazione, venendo quindi espulso in grandi quantità con le urine; non è un caso che l'osteoporosi sia una malattia presente solo nei paesi del cosiddetto primo mondo. Il vegan vivacchia... sì, certo, vivacchia come carl lewis.

27 dicembre 2007 alle ore 12:00  
Anonymous Anonimo said...

I vegani sono peggio dei testimoni di Geova. Lasciamoli nel loro brodo(vegetale).

10 febbraio 2008 alle ore 19:15  
Anonymous Anonimo said...

Arrivo tardi, ma tant'è...

Sono stata vegetariana e, in quanto donna con un ciclo abbondante, mi sono ritrovata per due anni con carenze di ferro, oltre a un colesterolo piuttosto alto.
Ho smesso, ho reintegrato la carne (che comunque NON mangio ogni giorno) e adesso sto bene.

Secondo me il problema dei vegani è uno: si chiama ESTREMISMO.
Ho sentito tanti discorsi sulla carne come veleno, corredati da: "Mangia carne tutti i giorni e vedrai!". Forse gli stessi vegani sono disinformati, perché i nutrizionisti onnivori sconsigliando di mangiare carne più di due volte a settimana, il che è ben lontano dal "tutti i giorni".
Si fanno discorsi sul fatto che il nostro fisico sia più erbivoro che carnivoro, dimenticandoci che le mucche - erbivore - hanno un apparato digerente diverso dal nostro e che, comunque, la questione non è essere carnivori (solo carne) o erbivori (solo vegetali), ma essere ONNIVORI (carne + vegetali) o erbivori. Grazie che il nostro corpo non è pensato per mangiare SOLO carne, ma non è nemmeno pensato per escluderla totalmente o avremmo tre stomaci come le mucche.

Dire: "Gli anziani integrano comunque la B12" lascia il tempo che trova. Perché un conto è integrarla a 60 anni, un altro cominciare a 10 anni. Se, poi, nel primo caso ciò avviene per una disfuzione fisica, per quanto naturale, nel secondo avviene per scelta.

Mi domando perché decidere di sottrarsi una sostanza utile e integrarla, quando si potebbe assumere mangiando carne una volta ogni 1-2 settimane.

Quanto alla questione "carne = veleno" la frutta e la verdura non biologica sono un veleno ben peggiore. Con tutti i pesticidi che le vengono dati...
Poi si può mangiare biologico... ma se il contadino biologico usa lo sterco per concimare? E se usa gli insetti come anti-parassitari? Non è sfruttare gli animali?

Non siamo estremisti. C'è differenza tra chi mangia carne tutti i giorni e chi la mangia una tantum.
E madre natura, purtroppo, è crudele. O vogliamo sterminare i coccodrilli per la loro cattiveria nei confronti delle zebre?

In conclusione, l'adulto faccia quello che vuole col SUO corpo. Ma quando si ha un bambino, specie se di pochi mesi, bisognerebbe accendere il cervello.
Il fatto che all'inizio vada tutto bene non vuol dire che vada bene per sempre; io la salute di mio figlio non me la giocherei ai dadi. Vedi mai che a 20 anni si ritrovi con qualcosa di poco piacevole per colpa delle mie scelte di vita.

13 giugno 2008 alle ore 15:33  
Anonymous Anonimo said...

evidentemente quando eri vegetariana non facevi un alimentazione corretta e lo dimostra sopratutto che avevi il colesterolo molto alto..i vegetariani i vegan che si alimentano correttamente hanno il colesterolo più basso rispetto alla media dei carnivori ma sempre nella norma..per quanto riguarda il ferro è stato scientificamente dimostrato che ci sono alimenti vegetali che ne contengono in maggiori quatità rispetto ad una fetta di carne di cavallo..e poi spiegami una cosa..ma perchè eri vegetariana se sei tanto brava da dire che la carne è buona fa bene e che i vegani sono estremisti solo perche non ammettono l'allevamento intensivo di mucche e galline e che lavorano per un mondo migliore di quello che vedi tu..cerca un po su internet MUCCHE A TERRA e vienimi a dire se la carne e il latte ti piacciono ancora tanto

23 luglio 2008 alle ore 01:27  
Anonymous Dieta Plank said...

Provata...funzi po dura però:Pona alla grande...un

14 maggio 2011 alle ore 14:56  
Anonymous Leo said...

Dove sta scritto che la pratica vegana non prevede di allattare i propri figli con latte materno? Associare questo comportamento al veganesimo è malafede. Non è corretto neanche affermare che seguire una dieta vegana è difficoltosa perchè oggi si mangia con il "mordi e fuggi". Invece di criticare il "fast food" lo si usa per criticare il veganesimo, assurdo! Cucinare piatti vegan è semplice, seguire una dieta vegana è semplice, basta volerlo.

2 settembre 2011 alle ore 17:04  
Anonymous Dieta Plank ..? said...

Ma quindi la "famosa" dieta Plank o Planck, è stata ideata da questa tizia, Nina Planck?

28 marzo 2012 alle ore 22:04  
Blogger Unknown said...

Almeno qui c'è un confronto...se ti trovi per la strada a dover dire di essere vegana e dover dare tutte le spiegazioni del caso concludi con un: ognuno nelle vita fa delle scelte ed io ho fatto questa.
Questo perchè su 5 persone sei l'unico che la pensa così ed io non mi sento di dover insegnare niente a nessuno,come invece accade per tanti onnivori e non. Il punto dove voglio arrivare è che essendo la massa quella che decide di credere ad una determinata cosa è difficile andarci contro.Se tu sei a pranzo fuori non è più facile mangiare vegetariano come dice il signor Nico,puoi benissimo mangiare in un ristorante onnivoro spiegando quello che ti serve...Scegliere di mangiare vegetariano o onnivoro per praticità è una pessima giustificazione.Scegliere cosa mangiare è un modo da dedicare a sè stessi e non è che un vegano passa ore a pensare al cibo lo fa, come tutti i comuni mortali,e anche se sei onnivoro o vegetariano puoi essere monotono nell'alimentazione.Ho voluto precisare questo tuo commento perchè il blog mi piace solo non capisco questo tuo punto di vista,ti invito a cercare più informazioni riguardo all'alimentazione vegana.

25 novembre 2013 alle ore 14:09  
Blogger Nico Valerio said...

Giuliani Mon, non ho capito bene che vuoi dire, ma alcune frasi le condivido. Ma ti avverto che è sbagliata la tua convinzione - oggi purtroppo molto diffusa - che chiunque alla leggera possa decidere di diventare vegan senza essere esperto di nutrizione, vista l'estrema difficoltà perfino per chi la studia di far quadrare i conti e di trovare soluzioni alimentari convincenti. Non bisogna dare importanza, infatti, ai tanti siti e blog che fanno propaganda: per loro la preoccupazione di fare "proseliti", "adepti", è spesso superiore alla medssa in guardia dai tanti limiti ed errori possibili. Basti dire che tutti i vegan che conosco (e perfino, attenzione, i vegetariani, cioè lacto-ovo-vegetariani, e i macrobiotici, e addirittura molti onnivori), invitati a descrivere la loro dieta pratica oppure osservati mentre mangiano, sbagliano.

25 novembre 2013 alle ore 17:35  
Anonymous Francesca said...

la dieta vegan non si può proprio sostenere. mi dispiace, è un'offesa alla buona e sana cucina.

8 ottobre 2015 alle ore 17:57  
Blogger Nico Valerio said...

Francesca, a saperci fare, anche una dieta vegan potrebbe essere compatibile con una buona e gustosissima cucina. Non per caso ha dalla sua grandi chef e soprattutto l'enorme varietà di vegetali (che in genere gli onnivori non sfruttano appieno) e di legumi (numerosi anche questi). Quindi sulla tavola è "varia" e colorata, anche invitante. Peccato che non sia varia in senso nutrizionale, perché gira e rigira i piatti vegan sono sempre a base di CEREALI, LEGUMI e VERDURE. Quartum non datur... La monotonia è inevitabile. Perché anche se hanno sapori diversi (e anche proprietà farmacologiche diverse), 100 g di broccoli e 100 g di radicchio nutrono allo stesso modo, essendo le loro diversità extra-nutrizionali. E sono per il 90% acqua. Ecco perché l'ideale sarebbe una.... dieta vegan con in più latticini e uova (Lacto-ovo-vegetarismo, cioè il vegetarismo normale e bilanciato), oppure (per gli onnivori) l'aggiunta di pesce.

8 ottobre 2015 alle ore 21:34  

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